Carne halal in vendita alla Coop.Ma il prezzo lo pagano gli animali

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Conoscete la pratica di macellazione halal, prescritta dalla legge musulmana? Si tratta di una pratica alquanto crudele per i poveri animali che vi sono sottoposti, per cui per essere macellati, devono essere uccisi attraverso un taglio alla giugulare e dissanguati. Secondo la legge musulmana, questo è l’unico “modo lecito” di mangiare la carne, e in più c’è da aggiungere che se l’addetto all’uccisione dell’animale sbaglia a praticare il taglio, non è permesso farne un altro per accelerare la morte della povera bestia, quindi viene lasciata morire agonizzante per più tempo. Animalisti e vegani, hanno lanciato una sfida contro la Coop, che ha deciso di vendere la “carne halal” all’Ipermercato Tirreno. Alle tante mail di protesta inviate, la Coop risponde così:

Caro socio e/o gentile consumatore,

la preoccupazione per limitare al massimo le sofferenze degli animali in fase di macellazione è anche nostra.

Infatti la condizione imprescindibile che abbiamo posto per rispondere alle richieste di nostri clienti di fede musulmana è riuscire a conciliare le loro tradizioni con i nostri impegni di maggior rispetto degli animali; in caso contrario non avremmo proceduto con l’inserimento di questi prodotti nei nostri negozi. L’Imam che presiede alla macellazione ha dichiarato conforme al rito islamico la procedura di stordimento preventivo che abbiamo posto come requisito Coop. Va detto che siamo i primi ad aver richiesto questa procedura anche per i grandi animali. L’intera operazione viene comunque supervisionata anche dal servizio veterinario competente, al fine di verificare il rispetto delle normative europee relative alla protezione degli animali durante la macellazione.

Crediamo in questo modo di rispondere ad una esigenza sempre più diffusa nelle nostre realtà e, al contempo, di proseguire in un impegno di tutela del benessere animale che non ha paragoni in Italia e che si dispiega su vari fronti. A solo titolo di esempio: abbiamo deciso di vendere uova di galline che non fossero allevate in gabbia, fin dagli anni 90 abbiamo inserito regole volontarie (e quindi per noi onerose) sugli spazi e le modalità di alimentazione, allevamento e trasporto dei vitelli, o ancora , primi e unici , abbiamo deciso di aderire con tutti i nostri prodotti della cosmesi alla campagna stop ai test su animali e ancora siamo stati i primi ad aver deciso la completa esclusione delle pellicce naturali e il passaggio a materiali sintetici.

Inoltre Coop da anni, col supporto del mondo delle Ricerca Pubblica e delle principali associazioni animaliste, sta inserendo regole sul benessere animale nei propri capitolati di produzione, tramite disciplinari, (primi in Italia) valutati e validati dal Centro Nazionale di Referenza per il Benessere degli Animali da reddito.

Per quanto riguarda i soci e i clienti che hanno deciso di non consumare carni trovano in Coop prodotti provenienti da filiere produttive controllate fin dal campo, il più grande assortimento di prodotti biologici della grande distribuzione italiana, prodotti che sono pensati per avere il minimo impatto ambientale, un impegno alla valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e un impegno più complessivo per la salvaguardia della biodiversità.

E siamo sempre disponibili a considerare le richieste di estensione dell’assortimento di prodotti che soddisfino le esigenze di integrazione alimentare dei vegetariani, come già è successo per altre fasce di consumatori con bisogni specifici (come i celiaci).
Sono questi temi per noi molto importanti e sui quali continueremo a lavorare come abbiamo fin qui fatto.

Silvia Mastagni
Responsabile
Ufficio Stampa COOP

Che ne pensate, saranno in grado di rispettare ciò che hanno “promesso” nella lettera, o sarà l’ennesima “presa in giro” per mettere a tacere chi protesta, e nel frattempo allargare il mercato delle vendite?

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